2009 04 28 Angels in America, maratona teatrale che chiude la stagione del Fraschini di Pavia

Stagione di Prosa del Fraschini di Pavia
Martedì 28 aprile 2009, alle ore 20.15
ANGELS IN AMERICA CONCLUDE LA STAGIONE DI PROSA
Repliche mercoledì 29 aprile  e giovedì 30 aprile 2009.
durata 3 ore e 45'
Martedì           28 aprile 2009, ore 20.15
Mercoledì       29 aprile 2009, ore 20.15
Giovedì          30 aprile 2009, ore 20.15
Teatridithalia s.n.c. – Emilia Romagna Teatro Fondazione
ANGELS IN AMERICA
di Tony Kushner
traduzione Mario Cervio Gualersi
regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
scene Carlo Sala
costumi Ferdinando Bruni
video Francesco Frongia
luci Nando Frigerio
suono Giuseppe Marzoli
 
con Elio De Capitani Roy M. Cohn/Prior 1, fantasma
Elena Russo Amman Harper Amaty Pitt, moglie di Joe/Martin Heller
Ida Marinelli Hannah Porter Pitt, madre di Joe/Rabbino Isidor Chemelwitz/Henry, medico di Roy
Cristina Crippa Emily/Ella Charter/ladonna del South Bronx/Ethel Rosenberg
Cristian Maria Giammarini Joseph Porter Pitt/ Prior 2, fantasma/l'eschimese
Edoardo Ribatto Prior Walter, il compagno di Louis/l'uomo nel parco
Fabrizio Mattini Belize, ex amante di prior/Mr Bugia
Umberto Petranca Louis Ironson
Assistente alla regia Anna Rita Signore
Assistente scenografa Elisabetta Pajoro
Assistente costumista Andrea Serafino
Capo macchinista Giancarlo Centola
Macchinista Simone Guarino
Datore luci Matteo Benzoni
Elettricista Michele Ceglia
Sarta Ortensia Mazzei
Organizzatrici di compagnia Agnese Grassi, Michela Montagner
 
PREZZI E MODALITA' DI ACQUISTO
 
Per i biglietti: Biglietteria del Teatro Fraschini (orari 11-13/17-19)
acquisto on-line www.teatrofraschini.it
Costi: da  euro 30,00 (platea e palchi centrali) a euro 7,00  (posti in piedi)
Sono previste riduzioni per studenti, personale del Comune di Pavia e Università degli Studi, soci Coop, soci Amici del Fraschini.
FONDAZIONE TEATRO FRASCHINI
fraschini@comune.pv.it 

La commedia in questione  viene commissionata a Tony Kushner nel 1987 dopo il primo lavoro A Bright Room Called Day. Le due parti dell'operano debuttano a Broadway nel 1993 ed il successo è immediato, con la vincita del Pulitzer, due Tony ed altri premi. A teatro ha vinto tutto, in tv è diventato un serial nel 2003 con Al Pacino, Meryl Streep, Emma Thompson, adattamento pluripremiato con Golden Globe e Emmy dopo che era rimasto incompiuto  il progetto di Robert Altman.
 
New York, 1985.  Prior Walter è un giovane Wasp cui è stato diagnosticato l'Aids. Il suo fidanzato Louis, intellettuale ed ebreo, non sopporta la malattia e lo abbandona, legandosi al mormone repubblicano Joe Pitt. Joe è gay non dichiarato, assistente dell'avvocato omofonico e a sua volta omosessuale non dichiarato Roy Cohn, ex aiutante del senatore McCarthy. Roy, che si scopre infettato dalla terribile malattia, tenta di convincere il mormone Joe ad accettare un posto a Washington in cui potrà imporgli operazioni illegali, allontanandolo sempre di più dalla moglie Harper, insoddisfatta ed impasticcata. Alla  coppia omosessuale divisa dalla malattia e ai due sposi in crisi ruotano attorno altri personaggi, dal  rabbino del funerale iniziale al travestito-infermiere  che completano il mosaico di una comunità multietnica.
 
Il testo (l'edizione italiana è Ubulibri)  racconta un passaggio epocale segnato dall'arrivo di una "nuova peste", l'Aids, come fu vissuta in quegli anni, entrata nel mondo omosessuale newyorkese laico e progressista nel quale non esisteva l'idea del male. L'apparizione della malattia metteva in gioco una serie di questioni come la morte e la tolleranza nei confronti dei malati.
Il testo mette in luce anche l'elaborazione di quel dolore, il superamento della paura irrazionale, ma
è soprattutto una coinvolgente e barocca ricostruzione della vita negli anni Ottanta,  la storia epocale America reaganiana caratterizzata da scandali e intolleranze, un' America che si specchia anche in quella più ravvicinata di Bush e della sua restaurazione.
 
Lo spettacolo è firmato da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, interpretato dagli attori storici della compagnia e da un cast di giovani, impegnati in più ruoli per via dei tanti personaggi. Ha fatto incetta di premi (UBU, Hystrio, Olimpici del Teatro).La scrittura di Kushner, così epica e visionaria, ha catturato i due artisti che si sono ritrovati nel presente con gli stessi problemi che l'autore americano metteva in primo piano: l'Aids, trasformata in malattia cronica, ma solo in occidente, i problemi ambientali, i fanatismi religiosi. Il personaggio di Roy Cohn, interpretato da un convincente ed istrionico Elio De Capitani, che ne tratteggia con piglio la viscida ipocrisia,  è centrale e rappresenta la libertà intesa come arbitrio. Non era facile la sfida a cui i registi sono stati chiamati, rendere cioè scenicamente credibili ed omogenei i piani ed i linguaggi di cui è composto il dramma. Ci sono riusciti scegliendo una lettura rigorosa, che fonde i vari stili in una forma espressamente teatrale legata comunque ad un impianto vistosamente cinematografico con un montaggio incrociato, proiezioni e sonorità diffuse.
 

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